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Previdenza complementare
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Dopo le riforme della previdenza pubblica degli anni '90 anche in Italia è emersa la necessità di affiancare al primo pilastro della previdenza pubblica un secondo pilastro, integrativo e facoltativo, capace – se fatto per tempo – di riportare il tasso di sostituzione dei futuri pensionati a quanto erogato dal vecchio sistema retributivo. Con il D. Lgs 252 del 05 dicembre 2005 e la successiva fase di avvio partita il 1° gennaio 2007, il sistema ha assunto il proprio assetto definitivo. Assieme ai piani pensionistici individuali e ai fondi aperti offerti da banche e assicurazioni, la nostra previdenza complementare ha sviluppato una ricca offerta di fondi chiusi di natura negoziale che coprono tutti settori del lavoro privato; permettendo così ad ogni lavoratori di potere continuare l’accumulo della propria posizione previdenziale, pur cambiando lavoro e settore nel corso della propria carriera lavorativa.
Nel settore metalmeccanico sono attivi
quattro fondi pensione, distinti per settore di appartenenza (artigianato, cooperazione, piccola impresa, media – grande impresa), la natura negoziale dei fondi nasce – oltre che per portare un contributo economico dell’impresa alla previdenza del lavoratore – per rispondere alle domande di maggiore sicurezza caratteristiche di un risparmio con finalità previdenziali e per ridurre al minimi i costi di gestione.
Proprio per la natura previdenziale del risparmio,
il riscatto prima del pensionamento è disciplinato in maniera rigida così come lo sono le anticipazioni; mentre di converso, proprio le finalità e il lungo orizzonti temporale insito nella previdenza hanno indotto il legislatore a prevedere grandi vantaggi fiscali per il lavoratore, nel nuovo regime fiscale in vigore dal 2007.
Nonostante le incertezze finanziare degli ultimi anni, i fondi pensione negoziali hanno comunque offerto
rendimenti superiori al Tfr, e grazie all’avvio in questi anni del multicomparto, sono stati in grado di offrire risposte differenziate alle diverse propensioni all’investimento dei singoli lavoratori. Anche l’offerta in termini di prestazione pensionistica è fatta per soddisfare sia le esigenze di chi predilige il riscatto (fino al 50% riscatto al pensionamento e il resto rendita, ma il riscatto può anche essere totale per accumuli non elevatissimi), che chi avrà necessita di affiancare una rendita vitalizia al primo pilastro pubblico.

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