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Previdenza obbligatoria
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Con la riforma previdenziale L. 8 agosto 1995 n. 335 il sistema previdenziale italiano subisce un profondo cambiamento, due sono le novità più incisive : viene completamente riscritta la fase di accumulo del monte previdenziale che il lavoratore realizza durante la vita lavorativa, cambiano completamente le modalità di calcolo del futuro assegno pensionistico erogato poi per tutto il periodo di quiescenza. Un'altra peculiarità del nuovo sistema pensionistico è costituita da una fase di transizione lunghissima, che si concluderà completamente solo dopo il 2035. Se per un verso le scelte del legislatore produrranno certamente dei vantaggi al sistema pensionistico, relativi soprattutto a garantire una maggiore stabilità e sostenibilità finanziaria del medesimo, non si possono però omettere elementi di criticità in particolare determinati dal cosiddetto tasso di sostituzione (differenziale tra ultimo salario e la prima pensione) dei futuri pensionandi, certamente meno generosi rispetto al vecchio sistema. Non è un caso che proprio per affrontare questa criticità il legislatore fin dalla 335 del 1995 abbia previsto lo sviluppo anche in Italia, come ormai è previsto in tutto il mondo industrializzato, di un sistema di previdenza complementare volontario, poi portato a termine dal punto di vista legislativo con il D. lgs. 252 del 5 dicembre 2005, che se attivato per tempo permette al lavoratore di avere un tasso di sostituzione sufficiente a garantirgli una quiescenza dignitosa.
Con il D. Lgs. 201/2011 il sistema previdenziale italiano assume il suo assetto definitivo (vedi volantino esplicativo). Assieme all'accelerazione, l'andata a regime del sistema contributivo scatta dal 01 gennaio 2012, sono inseriti elementi di incentivo/disincentivo per favorire la permanenza al lavoro, ma soprattutto viene introdotto un sistema di adeguamento periodico dell'uscita dal ciclo lavorativo in linea con le aspettative di vita. Questo riduce a due i meccanismi di uscita: la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, dove la modulazione dell'uscita viene periodicamente aggiornato alle suddette aspettative di vita.
 


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