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Ritorno al futuro: Landini a Reggio per l'acqua pubblica La prima iniziativa reggiana della Coalizione sociale lanciata da Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom
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Venerdì 29 maggio al circolo Catomes Tot si terrà la prima iniziativa reggiana della Coalizione sociale lanciata da Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom.
Insieme al Comitato Acqua bene comune cittadino si terrà un incontro, “Ritorno al futuro. L'acqua torna pubblica” al quale parteciperanno anche Corrado Oddi, Forum italiano movimenti per l'Acqua e Riccardo Petrella, Università del bene comune.

Un incontro che si configura come “la prima iniziativa sul nostro territorio della Coalizione sociale, a smentire le insistenti voci che vogliono relegare la coalizione nei vecchi schemi di una formazione partitica – spiega Sergio Guaitolini, segretario provinciale Fiom Cgil –. Lo scopo è invece quello di mettere insieme soggetti, associazioni, movimenti su questioni concrete, come in questo caso il tema dell'acqua pubblica, per tentare di dare soluzioni”. “Quello dell'acqua è un tema che riguarda il rispetto di un voto ad un referendum popolare che, 4 anni fa, ebbe milioni di voti per dire che l'acqua deve essere pubblica – continua Guaitolini – e sui cui la politica ha fatto campagna elettorale, mentre quello che sta succedendo è che un dibattito su un tema che ci riguarda tutti sta rimanendo in una discussione interna tra politici e amministratori”.
Anche la Cgil reggiana, e tutto il direttivo che la compone, si è espressa proprio in questi giorni a favore della ripubblicizzazione dell'acqua, ribadendo la propria contrarietà alla vendita, anche parziale,  delle quote azionarie di Iren possedute dai comuni reggiani, per mantenere al contrario la maggioranza assoluta della proprietà in mano pubblica. 
I membri del Comitato Acqua bene comune, Emiliano Codeluppi, Daniele Lonidetti, Enrico Ragni e Francesco Fantuzzi su questo parlano ad una sola voce.
Ribadiscono non solo l'importanza di applicare il voto referendario, cioè la volontà popolare democraticamente espressa, ma smentiscono con forza “le voci circolate che, facendo propaganda,  vorrebbero addossare alla ripubblicizzazione dell'acqua un aumento delle tariffe per gli utenti”. “Negli ultimi 8 anni di gestione Enia/Iren le tariffe sono aumentate del 44% - fa sapere Fantuzzi – e la distanza del servizio con i cittadini si è ampliata essendo la sede centrale di Iren a Genova e i call center all'estero”.
La pubblicizzazione dell'acqua è sempre di più un obiettivo portato avanti dagli altri Paesi europei, come Francia, Spagna o Germania. E' un obiettivo di civiltà dove il trend è quello di pubblicizzare i beni comuni e non di privatizzarli. “Come i precedenti, anche questo governo, e le giunte che ad esso si ispirano – conclude a proposito Guaitolini - si muovono verso la privatizzazione del Paese, ma i beni primari, come in questo caso l'acqua, non possono essere figli di una logica di solo profitto e speculazione”.  “Iren ha un bilancio disastroso ma attraverso il servizio idrico – conclude Fantuzzi – ha un rendimento certo nelle proprie casse”.

La battaglia perché l'acqua venga considerato un bene comune da mantenere pubblico, nonostante l'enorme successo del referendum del 2011, non è ancora vinta, anche per questo partecipare all'iniziativa di venerdì prossimo è un importante  momento di coinvolgimento su un tema che ci riguarda tutti da vicino.


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